Frammenti di sport: Intervista a Giuseppe Di Domenico

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Intervista a Giuseppe Di Domenico, difensore e mediano della Supergiovane Castelbuono

1) Giuseppe, sei in classe ‘85 e nella tua lunga carriera sei arrivato fino alla C1. Facendo un bilancio della tua carriera, qua l’è stata l’esperienza che ti ha più colpito?

Nella mia modesta carriera ogni esperienza mi ha portato qualcosa da portare come bagaglio nella vita di ogni giorno e tutte in modo diverso sono  state uniche.

2) L’anno scorso mister Marandano, che era tuo compagno alla Polisportiva Acquedolcese, ti ha chiamato per il progetto Supergiovane e tu hai risposto subito presente alla sua chiamata. Quanto è stata difficile lo scorso anno la cavalcata verso la miracolosa salvezza?

La cavalcata è stata difficile e impegnativa. Questa certamente è stata la sfida più difficile di tutta la mia carriera. La soddisfazione di esserci riusciti è stata qualcosa che porterò sempre con me.

3) Al Castelbuono hai sempre giocato come mediano basso. Quest’anno il mister, date alcune assenze ,ti ha spostato in difesa . Ti chiedo se, in cuor tuo, è stato difficile questo cambio ruolo.

Assolutamente no! Penso che  un calciatore intelligente possa fare qualsiasi ruolo anche perché essendo un mediano il difensore centrale è un ruolo che puoi benissimo coprire.

4) Quali erano i consigli che i veterani davano a te quando eri giovane e quali sono i consigli che tu puoi dare ai giovani giocatori del Castelbuono?

I consigli che spesso mi davano i più grandi erano quello di farmi trovare sempre pronto ,di allenarmi al 100% e soprattutto divertirmi . Quello che adesso dico ai giovani del Castelbuono sono semplicemente le stesse cose perché penso che il calcio sia un divertimento ma che va fatto con impegno e dedizione se si vogliono raggiungere gli obiettivi.

5) Quanto ti ha cambiato la nascita dei tuoi due figli?

I figli sono la cosa più bella che la vita ti possa donare . Oggi capisco l’amore  che provano i miei genitori per me.

6) Se potessi ritornare indietro nel tempo , cosa cambieresti della tua carriera?

Se potessi tornare indietro sicuramente avrei vissuto dei momenti con più spensieratezza perché tante volte prendere troppo sul serio una cosa può essere controproducente, qualche rimpianto è ovvio che ci sia perché se non sono arrivato e rimasto ad alti livelli è perché sicuramente non ho lavorato abbastanza.

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